Ognuno ha il suo scheletro nell’armadio. Azioni che non avremmo voluto compiere, pensieri che non avremmo voluto avere, omissioni che non avremmo voluto contare. A volte, guardare il passato può significare raccogliere i misfatti che alimentano i rammarichi e i ripensamenti del presente. Ma è il nostro oggi quello che ci parla in questo momento, quel noi cresciuto e mutato, che prende le distanze dagli errori. Ed è la nostra realtà attuale che, contemplando i fallimenti, può farci gridare “Certo, ERO una persona INCOMPLETA, MA avevo GIÀ tutto quello che mi serviva per evolvermi!” È importante questa frase, che parcellizza le nostre responsabilità e ci ricorda che esse sono solo una parte del nostro tutto. Quando facevamo disastri, eravamo già il TUTTO di oggi, ma un tutto che NON ANCORA si manifestava. E se ancora ci succederà di ripensare al nostro scheletro nell’armadio, ricordiamoci di guardarlo con simpatia, perché è grazie a lui che ci troviamo dove siamo, perché è vero che oggi guardiamo il panorama dall’attico, ma è sui mattoni dei nostri fallimenti che esso è stato edificato. E non ci giova avere rimpianti o indugiare sui rimorsi, perché tutto ci è servito, tutto è andato come doveva andare. Tributiamo piuttosto, con generosità, il nostro grazie alla vita che, se ci ha permesso di commettere errori, ci ha fornito anche, però, tutto ciò che ci serviva per ripararli.

Yin e Yang: un’immagine/metafora per la consulenza
Il diagramma della Polarità Suprema che nel taoismo esprime le due polarità del “lato in ombra” e del “lato soleggiato” può raffigurare iconicamente il processo di crescita che può essere effettuato in consulenza. Il disagio avvertito viene ricomposto in una visione del Sé pacificata, che riconosce come proprie, parti negative e positive in una percezione armonica di se stessi.




